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Dolcetto di colore rosso rubino intenso e in questo caso superiore perché nasce da uve di una vigna selezionata. Tutto ciò gli conferisce riflessi violacei ancora più marcati, interessante profumo fragrante e fruttato, sapore secco, asciutto, piacevolmente influenzato da un retrogusto varietale di mandorla amara che stimola il palato. Struttura del vino importante. Possiede alcuni tratti aromatici, tra cui il geraniolo, che lo rendono piacevole da giovane e con la forza di un buon invecchiamento.
Temperatura di servizio: 16/18 °C
| Vitigno | 100% Dolcetto |
|---|---|
| Annata | 2022 |
| Denominazione vino | Dolcetto di Diano d'Alba DOCG |
| Gradazione alcolica | 15% |
| Vinificazione | Cemento |
| Affinamento | Cemento e successivamente bottiglia |
| Formato | 0.75l |
| Produttore | Fratelli Aimasso |
L’attività dell’azienda iniziò negli anni ’30 a Diano d’Alba, piccolo comune immerso tra i vigneti delle colline delle Langhe; fondata dai bisnonni Lorenzo e Argentina nasce come azienda agricola e si dedica prettamente ad allevamento e agricoltura. Siamo negli anni del secondo dopoguerra, quando Pierino, l’unico dei tre figli dei due fondatori che decise di portare avanti l’attività di famiglia, ebbe la lungimirante idea di investire sui vigneti, in particolare sul vitigno dolcetto, autoctono proprio della sua terra. A Pierino succedono Lorenzo e Giuseppe, da qui il nome Fratelli Aimasso che decidono di ampliare la produzione, acquistando nuovi terreni fra Diano d’Alba e Montelupo Albese. Fin lì, l’uva era destinata alla vendita, e solo verso la fine degli anni ’60 i fratelli decisero di passare alla vinificazione, incominciando così la produzione di vino, esclusivamente Dolcetto, che subito veniva venduto sfuso. Sono anni di svolta importanti questi: si abbandona l’impostazione prettamente agricola iniziando a farsi strada come azienda vitivinicola. Incominciò a delinearsi anche una struttura salda e strategica unendo le abilità commerciali e la sapienza tecnica sulla vinificazione di Lorenzo con il forte attaccamento alla terra e lo spirito rurale di Giuseppe. Nel 1975 fu prodotta la prima bottiglia di vino, ma la richiesta di mercato dell’epoca preferiva comunque la compravendita di sfuso. In tempi più recenti a Lorenzo si affiancò il figlio Luca, plasmato dalla passione per il vino e dalla profonda tradizione famigliare che nel 2010 subentrò alla conduzione, proseguendo il cammino con una nuova visione.

